Papa Francesco e la disputa di Santa Sofia che fa tornare in mente Pio II
Enea Silvio Piccolomini e il culto islamico: torna in mente la sua lettera a Maometto II
“Penso
a Santa Sofia e
sono molto addolorato”. Così Papa Francesco, durante l’Angelus
domenicale, ha rotto il silenzio sulla decisione del presidente turco
Recep Tayyip Erdogan di convertire
in moschea l’edificio simbolo di Istanbul,
patrimonio mondiale dell’Unesco. Le parole del Papa arrivano due
giorni dopo la firma del decreto di Erdogan che ha suscitato critiche
anche in Italia .
Le
dispute tra pontefici e sultani, maomettani e cristiani: tornano in
mente le parole di Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini. “Ci
accingiamo a scriverti alcune cose per la tua salvezza e gloria e
anche per la comune pace e consolazione di molti popoli”. Inizia
cosi’ uno dei documenti più straordinari che la storia della
Chiesa e dell’Occidente ricordi, torna in mente oggi che Bergoglio
prende atto con dolore della nuova frattura. Chi scrive è il papa
Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini. Il destinatario è
nientemeno che Maometto II, sultano dell’Impero Ottomano che ha
conquistato Costantinopoli, mettendo fine al secolare Impero Romano
d’Oriente. Il Papa, con una lunga lettera e senza giri di parole,
gli chiede di rinunciare al Profeta e farsi cattolico. Umanista,
nepotista, prima libertino, poi vescovo di Siena, al servizio
dell’antipapa, poi del Papa legittimo e infine eletto lui stesso
Pontefice.
Pio
II scrive la lettera, quindi un documento a metà strada tra il
privato ed il pubblico: un vero e proprio piccolo trattato, nel quale
Pio II critica aspramente la religione islamica con i mezzi della
retorica e gli argomenti della razionalità. Maometto “contro la
ragione schierò le armi, ordinando che nessuno discutesse la sua
religione e che non se ne cercasse spiegazione razionale”,
rinfaccia. Poi, colpo di scena e salto mortale di fede e di cultura:
il Papa invita, proprio sulla base delle sue accuse all’islam, il
sultano a convertirsi. In contraccambio ecco l’offerta
sbalorditiva: se si farà battezzare gli promette in cambio il titolo
di Imperatore di Grecia e d’Oriente. Maometto II potrà diventare
come il nuovo Costantino (e naturalmente lui, Enea Silvio, come il
nuovo papa Silvestro), potrà cioè essere protagonista di un passo
storico, come fu quello che portò i romani dentro il cristianesimo o
quello dei Franchi, che traghettarono i barbari nella integrale fede
cattolica. L’Oriente tornerà cosi’ a Cristo e inizierà una
nuova eta’ di pace.
Le
sorprese non sono finite. La lettera infatti resta nei cassetti del
Pontefice ed è resa pubblica solo dopo la sua morte, nel 1475

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